Questo, il discorso integrale della consigliera Dott.ssa Gemma Cavallo, in un intervento che ha avuto luogo all’interno del Palateatro G.Carrisi di Crosia Mirto.
“Il tempo dell’ambiguità è finito”. E’ una frase netta, potente, senza attenuazione.
Analizziamo queste parole: Tempo, Ambiguità, Finito.
Partirei dall’ambiguità, sabbiamo bene cosa significa: non chiarezza, mi sembra di essere stata
chiara dal primo giorno. Ma l’ambiguità in questo caso, penso, assuma un tono molto più
accusatorio: Ipocrisia, cioè il dire una cosa e poi farne un’altra.
E’ finito! Un’espressione incisiva, che lascia il segno. Potrebbe essere una parola di chiusura o un ultimatum implicito.
E poi il Tempo, quello che scandisce gli anni, i giorni, le ore.
Facciamo un passo indietro a 12 anni fa, quando io consigliere di opposizione del Movimento
Costruiamo il Futuro, anteposi l’interesse dell’Ente alle bandiere politiche e con senso di
responsabilità verso i cittadini che con il loro voto, avevano permesso di sedermi tra i banchi del consiglio comunale. Ricordo, era il 2018, la maggioranza Russo aveva perso un pezzo, un
Consigliere Comunale aveva dato le dimissioni. Io dai banchi dell’opposizione e fino alla scadenza del mandato, rimasi lì a tutelare in un certo senso quell’amministrazione. Vi chiederete perché l’ho fatto? E vi rispondo: Perché non avrei dovuto farlo? Ritenevo il Sindaco Russo, operativo e concreto in tutto ciò che faceva. Lo dicevo io ma lo diceva tutta la popolazione. Alla richiesta di aiuto risposi: Presente, ci sono. Ma in quella maggioranza che io ho tutelato da eventuali dimissioni di qualche altro consigliere, non c’erano anche i 2 Consiglieri Russo-Guido che oggi gridano allo scandalo per non aver mandato a casa il Sindaco Aiello solo per l’essermi opposta a una vigliaccata?

Poi nel 2019 mi venne fatta la proposta di candidarmi con a capo sempre l’Avv. Russo. Non fu una scelta immediata. In quei giorni tanti di voi mi chiesero di fare il passo. Accettai. La vittoria fu schiacciante e io ricevetti tantissimi consensi. Trascorsi 5 bellissimi anni, senza screzi, armoniosi l’uno con l’altro. E nonostante la pandemia, nonostante un dissesto tecnico, il gruppo rimase coeso fino alla scadenza naturale. Ma anche in merito al dissesto tecnico, c’è chi punta il dito e dice: Tu assessore al bilancio non sei stata capace di evitare il dissesto anzi la tua non professionalità in merito, ha aggravato la situazione deficitaria dell’Ente. Consigliere Morello, se il Comune è stato costretto ad avviare una procedura legata al dissesto tecnico, che certamente affonda le radici in anni precedenti, sicuramente lo ha fatto per mettere in sicurezza i conti e sicuramente non derivante da una cattiva gestione. Ti sottolineo ancora che esso è stato un atto collegiale, approvato dalla Giunta Russo e dal Consiglio le cui scelte sono state pubbliche e votate e le cui criticità erano note agli organi competenti. Giusto per spiegarmi meglio, le scelte di bilancio non le prende solo l’Assessore, non
le ho prese solo io: sono state approvate dall’intera amministrazione Russo e sottoposti ai
controlli dei revisori e della Corte dei Conti. E se oggi parliamo ancora di dissesto tecnico è perché la nostra scelta fu quella della trasparenza e della legalità, non quella di nascondere i problemi sotto il tappeto. Pertanto, ti ribadisco che il dissesto non nasce in un anno, né da una sola persona (quale a tuo dire dovrei essere io). Nasce da squilibri strutturali che l’Amministrazione Russo ebbe il coraggio di affrontare. Consiglere Morello, a titolo personale posso solo risponderti così: io sono figlia di mio Padre e di mia Madre, io sono figlia di un operaio emigrato in Germania e di una mamma, casalinga, che cercava di arrivare a fine mese e in tutto ciò permettendomi anche di studiare. Sai consigliere Morello, cosa significhi desiderare di avere i libri nuovi e non studiare sulle fotocopie? Dietro ogni mio risultato c’è stata fatica vera, non privilegi e non permetto a te e a nessun altro puntare il dito sulle mie capacità professionali.
Ma torniamo al nocciolo dell’incontro di stasera.
Dinanzi all’accusa implicita di fare da sponda alla Sindaca
Rileggo la dichiarazione fatta nello scorso Consiglio Comunale:
Vi sono circostanze nelle quali il dovere istituzionale deve armonizzarsi con il rispetto umano. Nel momento in cui è stato chiesto di sottoscrivere la richiesta di sfiducia, il Sindaco si trovava fuori sede, in ospedale, accanto al marito. Si trovava in una situazione di sofferenza personale così intensa da non essere nè ignorata e né strumentalizzata.

Procedere in quel frangente, con un atto che avrebbe determinato la decadenza dalla carica di Sindaco, avrebbe inevitabilmente assunto un significato che andava oltre il piano politico,
trasformandosi in un gesto percepito come privo di sensibilità e di rispetto, un gesto “vigliacco”.
Certamente la politica non può e non deve rinunciare alla propria fermezza, ma non può
neppure smarrire il senso della misura e dell’umanità.
Dinanzi a questa dichiarazione, ora io chiedo a voi cittadini di chiarire la mia posizione. Si è trattato di uno sbandamento o è
mutata la sua visione politica?
Sbandamento una bella metafora. Forse l’avete cercata nel linguaggio nautico? Mi sa di sì:
perché nel linguaggio nautico quando una barca sbanda, si inclina improvvisamente,
perde la rotta e rischia di capovolgersi.
Io non sono sbandata perché non sono mai stata confusa, né prima e né dopo, e lo
dimostra la fermezza che ho avuto quel giorno nel dire no, nel dire: Io non vengo a
sottoscrivere nessuna dimissione.
Non mi sono inclinata perché non ho ceduto alla pressione.
Non ho perso la rotta perché non ho perso i miei valori.
E non rischio di capovolgermi perché quella barca procede sicura nonostante le onde e il
vento. Resta in equilibrio senza perdere il controllo. Un politico che mantiene le proprie
scelte anche sotto pressione, dimostra stabilità e solidità sia nella metafora politica che in
quella personale.
QUESTA E’ L’ALTERNATIVA VERA CONSIGLIERI Russo-Guido. Io non ho perso tempo con
giochi di potere o strategie ambigue, ho agito secondo principi e valori senza compromessi
subdoli.
Riprendo il chiarimento e rileggo quanto già dichiarato in consiglio comunale:
Desidero sottolineare con assoluta chiarezza che la mia decisione non rappresenta un’adesione
all’operato dell’Amministrazione come tanti pensano. In quel momento ho ritenuto che il dovere umano venisse prima della contrapposizione politica, e tale scelta non vuole essere una rinuncia al mio diritto-dovere di vigilanza, controllo e proposte.
Beh, a loro dire, queste dichiarazioni fatte in Consiglio comunale hanno INDEBOLITO IL GRUPPO.
MI CHIEDO: PER COSA AVREI INDEBOLITO IL GRUPPO. Forse per avervi tutelato dicendo che la
decisione era stata condivisa all’unanimità? E tu Graziella Guido mentre in un primo momento eri d’accordo di sottoscrivere le dimissioni, ma questo ovviamente non l’ho detto io, e solo dopo avendone parlato tutti e tre, hai deciso che realmente era una vigliaccata. E te ne sei fatta garante anche in Consiglio Comunale. E poi parliamo di ambiguità….
Chi rimase sulla sua posizione iniziale fu solo Francesco Russo. Poi a loro dire: non avrei dovuto attaccare De Vico e Blefari perché ormai opposizione come noi, ma NOI GRUPPO DI OPPOSIZIONE NON AVEVAMO CHIESTO LA CONVOCAZIONE DI UN CONSIGLIO STRAORDINARIO PER AVERE DELUCIDAZIONI CIRCA LE DIMISSIONI DEI 3 CONSIGLIERI DI MAGGIORANZA?
Quindi quale attacco avrei fatto alla persona De Vico e Blefari. IO HO SEMPLICEMENTE RISPOSTO alla domanda postami dal consigliere De Vico su chi mi aveva detto che quel sabato c’era stato una riunione a casa di Graziani perché a suo dire era tutto falso, risposi per come a me era stato riferito il lunedi pomeriggio dal Capogruppo Francesco Russo. E ancora che non avrei dovuto attaccare Morello (spiego perchè ho risposto). Come non potevo rispondere a questo attacco.
Dovevo assumermi la responsabilità di non aver firmato una mozione di sfiducia e le motivazioni per le quali non avevo firmato. Ribadisco ancora che la mozione di sfiducia …….non è stata da me ma anche da Francesco e Guido…. Quanti registi dietro le quinte, probabilmente abituati a questo modo di agire.
Tra le varie interlocuzioni scambiate tra di noi ve ne leggo uno che racchiude il senso di tutto ciò, inviato anche all’avv. Russo che a suo dire non era a conoscenza di queste dinamiche interne al nostro gruppo di Forza Italia e che l’indomani sarebbe venuto a prendere un caffè per parlarne.
Ma niente di tutto questo, il caffè l’ho preso da sola al bar.
Ora vorrei riportare il contenuto di una mia comunicazione che inoltrai ai consiglieri del gruppo, giorni prima del comunicato apparso su face book dai consiglieri Russo/Guido.
Caro Francesco…..
Ed eccola qui la ciligiena sulla torta, la metafora della caserma non capita, che io avrei dovuto
prendere la mia strada, che loro erano il gruppo perché 2 eccc….quando sappiamo bene che non esiste una maggioranza di gruppo, ma nonostante tutto ciò ho continuato a confermare la mia posizione ferma, di consigliere di opposizione, di appartenenza al Gruppo Consiliare di Forza Italia e che loro non avrebbero potuto togliermi per loro volontà. Ma poiche “NON C’E’ PEGGIOR SORDO DI CHI NON VUOL SENTIRE”, a distanza di 2 giorni, il comunicato: Il tempo dell’ambiguità è finito.
E’ proprio vero. Ambiguita, non coerenza. Ma qualcuno di voi ha mai svolto
contemporaneamente in una partita di calcio, il ruolo di arbitro e calciatore? Io credo che non si possa essere contemporaneamente arbitro e giocatore. Se si sceglie di fare opposizione, la si fa fino in fondo, senza zone grigie. Non si può essere contemporaneamente controllore e
difensore. Il ruolo di consigliere richiede soprattutto chiarezza, quella che voi avete chiesto a me questa sera, ma soprattutto quando si ricoprono attività, incarichi, conferiti dalla precedente amministrazione, la prima cosa che un consigliere deve fare è: RINUNCIARE A QUELL’INCARICO non per una improbabile incompatibilità che potrebbe esserci ma, per quei valori morali di bene, giustizia e responsabilità.
IO SONO STATA MESSA ALLA GOGNA MEDIATICA PER non aver sottoscritto le dimissioni, per
UNA TELEFONATA FATTA A Maria Teresa come persona, per aver portato in consiglio comunale le mie intenzioni, ma un dubbio sorge spontaneo, che vorrei che il Sindaco chiarisse, non in questa sede e stasera, ma alla prima occasione utile, se oltre a me, in quei giorni di “inciuci”, ci sono state altre interlocuzioni telefoniche tra Lei e i 2 consiglieri di minoranza.
Concludo ribadendo ancora una volta la mia posizione: rimango nel partito di Forza Italia,
rimango nel gruppo consiliare di Forza Italia, qualsiasi decisione in merito a tutto ciò, la
decideremo con il gruppo e con i vertici del partito.
Saluto quanti di voi stasera sono presenti in questa sala e resto a disposizione del mio gruppo
per discutere sulla ns posizione unanime futura in cui credo ciecamente.
IL Pittulo
