Tag: #Annunziata

  • Ospedali presi d’assalto, è caos

    Ospedali presi d’assalto, è caos

    Ancora caos negli ospedali, una emergenza sanitaria che parte dall’Ospedale Annunziata di Cosenza.

    Il pronto soccorso, infatti, è preso d’assedia per quella che si sta rivelando una vera e propria “emergenza polmoniti”.

    Questa grave patologia respiratoria, presente anche nei pazienti più giovani è molto resistente alle terapie e sta causando non pochi problemi e, anche per questi motivi, “le ambulanze cominciano a mettersi in coda nel piazzale perché anche le barelle sono esaurite”.

    Intanto l’ordine all’Annunziata, è quello di smistare tutti gli altri pazienti con patologie minori negli altri Spoke.

    Il Pittulo

  • Delirio nei Pronto Soccorso in Calabria, “Giannettasio e Compagna in affanno”

    Delirio nei Pronto Soccorso in Calabria, “Giannettasio e Compagna in affanno”

    Delirio nei Pronto Soccorso in Calabria, soprattutto a Cosenza.

    Il pronto soccorso dell’Annunziata preso di mira nelle ultime ore e assalito da centinaia di pazienti, per carenza di posti letto nei reparti (450 posti sui 600 previsti) accetta solo codici rossi.

    Questo ha provocato un effetto domino insostenibile per gli ospedali Giannettasio di Rossano e Guido Compagna di Corigliano che, nelle ultime ore, si trovano a dover sostenere ricoveri e pazienti ai quali, per capienza e posti letto non erano preparati.

    Il Pittulo

  • Ragazzo si lancia da un dirupo

    Ragazzo si lancia da un dirupo

    Apprensione a Fiumefreddo Bruzio in Calabria.

    Un ragazzo di 22 anni, residente a Cosenza, si è lanciato da un dirupo precisamente dal piazzale della torretta del centro storico.

    Secondo prime informazioni alla base del triste gesto, ci sarebbe una delusione d’amore, probabilmente la scoperta di un tradimento della fidanzata.

    Fortuna ha voluto che alberi e vegetazione attutissero la caduta del giovane che, adesso, si trova ricoverato presso l’ospedale Annunziata di Cosenza.

    Il Pittulo

  • “Ti faccio la faccia tanta”: Medico inveisce contro mio fratello disabile

    “Ti faccio la faccia tanta”: Medico inveisce contro mio fratello disabile

    Buongiorno, vorrei portare all’attenzione vostra e dell’opinione pubblica, quanto mi è successo l’altra mattina, presso il reparto di psichiatria dell’ospedale dell’Annunziata.


    Accompagno mio fratello, regolarmente prenotato per le ore 13, per essere sottoposto a visita psichiatrica, su prescrizione dell’U.V.M. (Unità Valutativa Multidisciplinare) dell’ASP di Rende.

    L’U.V.M. è lo strumento operativo chiamato dalla normativa di pianificazione socio-sanitaria vigente a garantire l’integrazione della rete dei servizi sanitari, socio-sanitari e socio-assistenziali a livello territoriale. E’ un’èquipe professionale con competenze multidisciplinari in grado di leggere le esigenze dei cittadini con bisogni sanitari e sociali complessi e con il compito di rilevare e classificare le condizioni di bisogno, per poter disegnare il percorso
    ideale di trattamento dell’utente.

    Mio fratello purtroppo è affetto da demenza e deve essere valutato per poter entrare in una struttura appropriata e la visita psichiatrica è necessaria per la valutazione da parte dell’U.V.M.

    Una volta giunti nel reparto di psichiatria con mio fratello, veniamo accolti da una Dottoressa che ci dice che la visita non doveva essere fatta in ospedale ma al CIM (Centro Igiene Mentale). Io insisto nel dire che la visita psichiatrica era stata prescritta dall’ U.V.M. di Rende e che lo stesso U.V.M. non ha specificato niente sulla struttura che doveva visitare mio fratello.

    La Dottoressa comunque, capito l’errore non attribuibile a noi utenti, ha chiamato un suo collega per visitare mio fratello e valutare la sua condizione mentale, per avere la necessaria certificazione da portare all’ U.V.M.

    Dopo averlo sottoposto ai rituali test cognitivi, faccio presente con molta educazione che i test cognitivi erano già stati fatti in precedenza e che noi avevamo bisogno della certificazione dello stato mentale di mio fratello, come richiesto dall ‘U.V.M.

    A questo punto il Dottore (!), infastidito dalla mia legittima richiesta, ha cominciato ad infierire contro di noi, strappandoci materialmente in faccia i test cognitivi fatti, urlando di avergli fatto perdere tempo e a malo modo ci invita ad uscire dalla sua stanza.

    Ho cercato, sempre con educazione, di abbassare i toni e capire il perché di questo comportamento. Mio fratello disabile e soggetto fragile, fortemente alterato dalle urla, ha cercato di difendere la mia persona dagli impropri del Dottore (o presunto tale). Mi é stato impossibile spiegare che, pur ringraziando per i test svolti, gli stessi non sarebbero serviti senza il referto della visita psichiatrica per cui eravamo legittimamente prenotati.

    Nel caos generale, con un paziente visibilmente in difficoltà e toni da far west, il Dottore forse pensava di trovarsi coinvolto in alterco da bar, e non di ricoprire un ruolo pubblico, in una struttura pubblica, ha pensato bene di inveire contro il paziente urlando e minacciando testualmente “ti faccio la faccia tanta”…

    Una situazione di incredulità mista a sgomento, davanti ad un intero reparto che minaccia un TSO per mio fratello (il paziente che a suo modo cercava di far valere il suo diritto alla prestazione per cui era prenotato) e mostra solidarietà invece per il medico maleducato e assolutamente fuori luogo che abusa in modi e toni.

    Si consuma per l’ennesima volta la trama di quel film in cui quando si é di fronte ad un camice e in generale ad un erogatore di un servizio pubblico, il povero cittadino o paziente deve quasi chiedere per favore per vedersi riconosciuto un diritto e chi é dall altro lato si sente invece nella facoltà di dimenticare educazione e modi che starebbero invece alla base della società civile.

    Il medico in questione verrà denunciato al Direttore Sanitario e ci auguriamo che portarvi a conoscenza di quanto accaduto sia un modo per invitare tutti a non consentire più cose del genere.”

    (Lettera firmata)

  • La testimonianza: Non solo mala sanità in Calabria

    La testimonianza: Non solo mala sanità in Calabria

    Vorrei ringraziare tutto il reparto di Urologia dell’ospedale di Cosenza, è giusto che si parli anche di eccellente sanità.


    Mia figlia, di 22 anni, a causa di coliche renali, è stata ricoverata per l’inserimento di uno stent renale, purtroppo a causa del ristagno dell’urina nel rene, nonostante lo stent, è andato in sepsi, pielonefrite, riversamento nei polmoni e il rene malmesso, per concludere, è stato intaccato da un batterio nel sangue.

    Ma grazie all’intera equipe del Dottore Di Dio, mia figlia è stata curata, hanno fatto di tutto per salvarle il rene e così è stato! Sono riusciti, insieme al supporto dell’infettivologo, a trovare il giusto mix di antibiotici per debellare il batterio e ci sono riusciti.

    Un reparto di eccellenza, mia figlia è stata trattata con i guanti bianchi, con immenso amore, devozione e pazienza da infermieri, OSS, e ovviamente dai medici.

    Vedere la commozione di ognuno di loro quando mia figlia ha tolto catetere e flebo h 24… è stato veramente toccante.

    Ringrazio tutti i medici: oltre al già citato dottore Di Dio, la dottoressa Scarcella l’angelo custode, dottore Battaglia il chirurgo, dottore Sicoli giovanissimo ma tanto preparato e professionale, dottore Costanzo che ha calmato le mie paure, dottore Zaccone sempre sorridente e brillante.

    Mia figlia dopo 23 giorni è stata dimessa, tra le lacrime di gioia e di umanità di tutti. È giusto si sappia che la buona sanità e l’umanità esistono.

    Grazie ancora all’intero staff medico e paramedico di Urologia.

  • La testimonianza: “Mia mamma per oltre 24 ore, senza acqua e sporca di sangue, parcheggiata in Pronto Soccorso”

    La testimonianza: “Mia mamma per oltre 24 ore, senza acqua e sporca di sangue, parcheggiata in Pronto Soccorso”

    ALL’ ATTENZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE CALABRIA, ROBERTO OCCHIUTO

    Pronto soccorso? (non direi pronto, anzi!) Sembra piuttosto un ammasso di pacchi.

    5 agosto 2024, ecco il calvario di mia madre, 83 anni con problemi di salute importanti: Viene soccorsa dall’ambulanza dopo una brutta caduta, tagli profondi alla fronte, al naso, alla bocca, braccio rotto.

    Alle 11:40 arriva in pronto soccorso, da li non possiamo più vederla. Dopo due ore, come una ladra, m’infilo in pronto soccorso, vedo mia madre su una sedia con il viso tumefatto, è molto dolorante, nessuno le aveva ANCORA prestato cure. Un’infermiera, gentilmente, ci fa uscire, fino alle 16:00 non sappiamo più nulla.

    Alle 17:00 l’operatrice allo sportello dell’accettazione, anche lei molto gentile, ci informa che la stanno visitando. Alle 20:00 un quadro clinico ancora incompleto. Alle 21:15 ancora nessuna informazione, ci chiedono solo di scrivere su un biglietto nome e cognome della paziente e il suo numero di cellulare.

    Ore 7:30 del secondo giorno, 6 agosto 2024: mia madre è ancora digiuna, da quando è arrivata in pronto soccorso, cioè da ieri mattina, senz’acqua, senza le sue medicine, e con i vestiti ancora sporchi di sangue. Sono le ore 12:30 e lei è ancora su una barella.

    Noi PAZIENTI, siamo molto pazienti e comprensivi, comprendiamo che il personale è carente, (a tal proposito, mi chiedo, ci chiediamo, a cosa serve un nuovo pronto soccorso, se manca il personale?). Comprendiamo tutto e tutti, e chiediamo almeno un po’ di umanità da chi ci dovrebbe curare, soprattutto in condizioni di emergenza.

    E quando ci sono familiari a seguito, farli restare con i malati, soprattutto, e mi ripeto, vista la carenza di personale, almeno per dargli un goccio d’acqua e supportarli moralmente. Chiediamo UMANITA’ e COMPRENSIONE anche noi…

    Una testimonianza de “Il Pittulo, dí Eugenio Forciniti”

  • Ringrazio l’Annunziata di Cosenza per avermi salvato.

    Ringrazio l’Annunziata di Cosenza per avermi salvato.

    Pubblico la lettera di Anna Maria:

    Buongiorno, vorrei esprimere tutta la mia gratitudine all’ospedale di Cosenza, l’Annunziata, e con precisione il reparto di emodialisi-neurologia. Voglio ringraziare di vero cuore tutti i medici che con il loro intervento immediato mi hanno salvato la vita.

    Sono arrivata in ospedale in condizioni disperate, quasi in fondo alla vita, con uno scompenso generale e con un’insufficienza renale grave, da dover fare la dialisi. Ora per fortuna, e grazie alle vostre mani, sto meglio.

    Un grazie va anche agli infermieri ed alle infermiere, che mi hanno fatto sentire a casa. Grazie ancora e che Dio vi benedica.

    Un grande abbraccio a tutti voi… Non vi dimenticherò mai.

    Frangella Anna Maria

  • Ragazza di 30 anni tenta il suicidio, salvata da un agente

    Ragazza di 30 anni tenta il suicidio, salvata da un agente

    Tragedia evitata all’ospedale civile dell’Annunziata di Cosenza.

    Grazie all’ intervento di un agente di polizia, una ragazza di trent’anni che stava per compiere un gesto  disperato, tentando il suicidio lanciandosi da una ringhiera della mensa dell’ospedale Annunziata di Cosenza, é stato evitato il peggio.

    Alla donna sarebbe stata vietata la possibilità di proseguire le sue cure presso il reparto di psichiatria ove era ricoverata. Per questo motivo avrebbe pensato di farla finita.

    il Pittulo, di Eugenio Forciniti

     

  • Lunghe file al pronto soccorso di Cosenza. Molti disagi

    Lunghe file al pronto soccorso di Cosenza. Molti disagi

    Disagi all’interno del pronto soccorso dell’ Annunziata di Cosenza.

    Diversi utenti lamentano file lunghissime e carenza di personale sanitario che possa dare anche solo ascolto, alla mole di gente presentatasi all’interno del presidio ospedaliero.

    Quello della sanità, in Calabria, continua ad essere un problema irrisolvibile.

    il Pittulo, di Eugenio Fortciniti

     

  • Scontro auto-moto, giovane in gravi condizioni

    Scontro auto-moto, giovane in gravi condizioni

    Violento scontro tra un’automobile e una motocicletta.

    L’incidente ha avuto luogo a Montalto Uffugo vicino allo svincolo che porta al centro storico.

    Un centauro che era alla guida di una motocicletta, dopo il forte impatto è stato scaraventato in un  dirupo.

    Dopo il sinistro il conducente dell’auto, preso dal forte spavento,  sarebbe fuggito a casa.

    L’uomo dopo la fuga dal luogo in cui si è verificato l’incidente è stato raggiunto dai carabinieri mentre, il centauro,  è stato trasportato d’urgenza presso l’ospedale Annunziata di Cosenza.

    il Pittulo, di Eugenio Forciniti