Sarebbe stato il cosentino Alfredo Mangone, originario di Rossano, a guidare una presunta setta dedita alla cosiddetta “purificazione dell’anima”, finita al centro di un’operazione della polizia di Perugia. Secondo quanto emerso dalle indagini, all’interno del gruppo sarebbe stata costituita un’associazione per delinquere.

Le autorità hanno disposto il fermo di quattro persone: tre uomini — tra cui lo stesso Mangone, ritenuto il fondatore — e una donna, sua compagna. I provvedimenti sono stati eseguiti in tre casi sul territorio nazionale, mentre per un quarto indagato si procederà con l’estradizione dall’estero.
Determinanti per l’inchiesta sono stati gli accertamenti sui conti correnti bancari, che hanno consentito agli investigatori di ricostruire un consistente flusso di denaro verso l’associazione. Nel tempo, infatti, gli aderenti avrebbero effettuato versamenti periodici e donazioni, per un ammontare complessivo superiore ai 500mila euro.
Il Pittulo
