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Sit-in a Longobucco.Le interviste con i protagonisti di oggi

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La protesta pacifica davanti al plesso scolastico onnicomprensivo per chiedere un confronto con la dirigente e trovare soluzioni concrete. Al fianco delle famiglie anche i commercianti del borgo montano.

LONGOBUCCO – Una manifestazione pacifica per difendere il diritto allo studio dei più piccoli e accendere i riflettori sulle difficoltà che vivono le famiglie delle aree interne. Nella giornata odierna, a Longobucco, i genitori dei bambini di Bocchigliero si sono riuniti davanti al plesso scolastico onnicomprensivo per chiedere risposte e sollecitare un confronto con la dirigente scolastica.

Dalle testimonianze raccolte tra i protagonisti della giornata emerge un quadro preoccupante, che riporta al centro dell’attenzione il tema della gestione dei servizi essenziali nei piccoli centri montani e il futuro delle comunità dell’entroterra calabrese.

Da mesi, infatti, i genitori lamentano la mancanza di dialogo con la dirigente del plesso scolastico. Una situazione che, secondo le famiglie, avrebbe reso sempre più difficile trovare un interlocutore con cui affrontare le criticità e individuare soluzioni condivise per garantire ai bambini un percorso scolastico sereno e adeguato alle loro esigenze.

La decisione di scendere in strada è maturata proprio dalla necessità di ottenere ascolto e aprire un confronto concreto. Al fianco dei genitori si sono schierati anche i commercianti del piccolo borgo montano, a testimonianza di una preoccupazione che va oltre la singola vicenda scolastica e coinvolge l’intera comunità.

La scuola, soprattutto nei territori delle aree interne, rappresenta molto più di un semplice luogo di istruzione: è un presidio fondamentale per la tenuta sociale, per le famiglie che scelgono di restare e per le prospettive future dei piccoli centri. Quando emergono difficoltà nell’accesso ai servizi scolastici o nel dialogo tra istituzioni e cittadini, a essere messa in discussione è anche la possibilità di continuare a vivere e investire in questi territori.

Al centro della protesta, dunque, non c’è soltanto la richiesta di un incontro, ma la necessità di ottenere risposte e garanzie per il futuro scolastico dei bambini di Bocchigliero.

La manifestazione si è svolta senza tensioni e si è conclusa con un primo momento di confronto istituzionale: la dirigente scolastica ha ricevuto il sindaco di Bocchigliero e una rappresentante delle mamme, aprendo così uno spazio di interlocuzione con le famiglie.

Resta ora da capire se da questo incontro potranno emergere impegni concreti e soluzioni capaci di rispondere alle preoccupazioni espresse dai genitori.

La vicenda riporta inevitabilmente alla ribalta una questione più ampia: quale futuro attende le aree interne se anche il diritto a un’istruzione adeguata diventa motivo di preoccupazione per le famiglie? Contrastare lo spopolamento significa anche garantire servizi essenziali, ascoltare le comunità e costruire un dialogo efficace tra cittadini e istituzioni.

Perché difendere la scuola significa, in fondo, difendere il futuro dei bambini e la possibilità stessa che questi borghi continuino a vivere.

Il Pittulo

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