Mese: Maggio 2024

  • L’ultimo straziante saluto a Martina

    L’ultimo straziante saluto a Martina

    Saranno celebrate domani venerdì 31 maggio alle ore 16, nella Chiesa del Sacro Cuore del quartiere Lido di Catanzaro, le esequie della giovane Martina Guzzi, 25 anni.

    Martina é venuta tragicamente a mancare martedì sera, in seguito ad un brutto incidente stradale avvenuto nel quartiere Aranceto della città.

    Oggi avrà luogo l’autopsia della giovane, poi la salma sarà consegnata alla famiglia per i funerali.

    il Pittulo, di Eugenio Forciniti

  • Avvistato pesce scorpione nelle acque dí Corigliano-Rossano (Cs)

    Avvistato pesce scorpione nelle acque dí Corigliano-Rossano (Cs)

    Pubblico il post di Francesco Romeo, esperto subacqueo che ha immortalato una specie rarissima sul fondale del nostro mare:

    “Spero che il post non crei INUTILI ALLARMISMI ma serva solo per creare INFORMAZIONE su una delle tante specie marine che ormai sta invadendo, per diversi fattori (causati soprattutto dall’uomo), tutto il Mediterraneo.

    Spesso il pescatore in apnea è visto quale capro espiatorio dei danni all’ecosistema marino. É ben noto solo ad alcuni che la pesca in apnea ha un impatto ambientale quasi nullo rispetto ad altri tipi di pesca, soprattutto in quanto altamente selettiva per l’intrinseca possibilità di vedere prima ciò che si cattura. Inoltre, il pescasub, è una vera sentinella del mare, questo perchè lo vive ogni giorno con perseveranza, immagazzinando e analizzando esperienze a breve e lungo termine.

    Ed è proprio per quest’ultima caratteristica che mi sono imbattuto, nella giornata di ieri, 27 maggio 2024, nell’avvistamento di un solitario esemplare di pesce scorpione (Pterois miles o volitans, bisognerebbe fare delle analisi genetiche per stabilirlo con certezza) nella costa della mia città Corigliano-Rossano (CS), a una profondità di circa -14m, comunque distante dalla costa e dall’area balneare.
    Spero, in giornata, di caricare il video ad alta risoluzione sul mio canale YouTube (Francesco Romeo), nel frattempo lascio un paio di screenshot delle riprese fatte.

    Ho provveduto a segnalare l’avvistamento all’ISPRA, attraverso la pagina FACEBOOK ‘Oddfish’ e ho ottenuto i primi contatti telefonici da parte di alcuni ricercatori dell’Università Politecnica delle Marche che sta monitorando la popolazione di questa specie per avere più dati possibili nello stilare eventuali piani di contenimento e di salvaguardia dell’ecosistema marino mediterraneo.

    Due primi avvistamenti, in Calabria, sono stati già registrati l’anno precedente a Marina di Gioiosa Ionica (RC) e in località “Le Castella” (KR), quest’anno è arrivato anche sulla costa di Corigliano-Rossano (CS).

    Ripeto, inutili sono gli allarmismi, l’esemplare era solitario e distante da riva.
    Per quanto le sue carni siano commestibili e pregiate, bisogna fare attenzione agli aculei velenosi che possiede (sulla pinna dorsale, anale e ventrale, il cui veleno rimane attivo anche 48h dopo la sua morte!!!).

    Le punture del pesce scorpione creano sull’uomo forti e persistenti dolori spesso associati a nausea, vomito, febbre, convulsioni, difficoltà respiratoria e diarrea. In rari casi può portare a paralisi degli arti, iper- o ipotensione, ischemia del miocardio, edema polmonare, sincope. Nei casi più gravi, la parte dove si è verificata la puntura può andare incontro a necrosi locale e a perdita della sensibilità anche per alcuni giorni. In rarissimi casi ha provocato anche il decesso.

    In caso di puntura, la prima cosa da fare è rimuovere le eventuali spine rimaste nella pelle e immergerla quanto prima in acqua molto calda (circa 45°), successivamente disinfettare la parte colpita. Il calore, infatti, essendo una tossina termolabile, degrada la sua struttura proteica, rendendola inattiva e riducendo il dolore”.

    il Pittulo, di Eugenio Forciniti

  • 35enne arrestato per maltrattamenti in famiglia

    35enne arrestato per maltrattamenti in famiglia

    Secondo quanto sarebbe emerso dalle indagini dei Carabinieri, una donna di San Giovanni in Fiore  sarebbe stata trovata in evidente stato di agitazione.

    La vittima era stata poco prima offesa e aggredita dal marito tanto che le percosse ricevute, hanno fatto sì che  la donna si sia dovuta recare in ospedale per ricevere tutte le cure necessarie.

    Da una prima ricostruzione dei fatti, gli inquirenti, hanno accertato che non era la prima volta che la malcapitata sopportava e subiva tutte le violenze e vessazioni appena descritte.

    il Pittulo, di Eugenio Forciniti.

  • Summer Experience Trenitalia:Solita solfa, “visione territoriale da due pesi e due misure”

    Summer Experience Trenitalia:Solita solfa, “visione territoriale da due pesi e due misure”

    Nei giorni scorsi ho avuto modo di leggere un dispaccio diramato da Trenitalia

    https://www.lacnews24.it/attualit/trenitalia-summer-experience-2024-le-novita-per-la-calabria_190324/?utm_medium=Social&utm_source=Facebook&fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR0zqr-1vrjZkogKgKpf0nZ_FIasUcFAv6Y8su9RNlLgO06nCAHzIADhD9Y_aem_AWxiKL3ofuW8lYHfB9Z5XMaExQVeAdweJVN54rw54iS_w-OrVO5YIRmh_ZxnRAwpGq_6ZT123R5XHe3yvvFOouDQ#Echobox=1716215271

    Nella nota in questione, l’azienda promozionava l’offerta trasportistica relativa alla prossima stagione estiva.
    Con sommo stupore, ho appreso della istituzione di un treno denominato “Magna Graecia Line”. Tale vettore, al fine di incentivare i flussi turistici durante il periodo estivo, congiungerà la stazione di Taranto con quella di Sibari.

    Beh, non vi nego che, mentre leggevo la nota, ho pensato di aver preso un abbaglio nel credere che la Magna Graecia fosse qualcosa di più del semplicistico concetto d’ambito compreso tra Taranto, Metaponto e Sibari. Ho sempre considerato (e non credo di aver sbagliato) la Magna Graecia una realtà geostorica che abbracciasse buona parte dell’odierna Italia meridionale e che surclassasse, e di molto, il riduttivo tracciato: Taranto-Sibari. Tuttavia, le mie convinzioni, evidentemente, non collimano con quelle di Trenitalia o più semplicemente con quelle della regione Calabria. E cito la nostra Regione non già per partigianeria; chi mi conosce e mi legge, sa per certo che la richiamata “patologia” non mi ha mai, neppure lontanamente, colpito. Piuttosto, il treno in questione è stato istituito con un incentivo economico fornito dalla sola regione Basilicata. La citata Regione, infatti, nella sua porzione territoriale di sud-est non dispone di una stazione di testa. Pertanto, il nodo ferroviario a cui deve, necessariamente, fare riferimento è il terminal calabrese di Sibari.
    La Calabria, al contrario, invece di intervenire per sovvenzione l’estensione della corsa tra Sibari e Crotone, vero nucleo originario del più genuino concetto di Magna Graecia, è rimasta a braccia conserte.
    Neanche l’ombra di un’idea del genere…….
    Neppure il pensiero…….
    Come se a sud di Sibari ci fossero moderne Colonne d’Ercole ed il Mondo conosciuto finisse. Eppure, abbiamo assistito a proclami che hanno promosso l’introduzione sulla linea jonica di treni ibridi blues. Convogli, quest’ultimi, che si adattano al transito trimodale tanto sui binari elettrificati questo su quelli non elettrificati o in fase di elettrificazione. In fin dei dei conti, se ci pensate, non potendo attestare il freccia rossa TA-MI a Sibari (il tratto di linea ferrata elettrificata compresa tra Metaponto e Sibari non è stato ancora elevato a rango C), si poteva istituire un servizio Blues che da Crotone arrivasse a Taranto in corrispondenza della partenza del Freccia.
    La descritta operazione avrebbe fornito un embrione di emancipazione ad un ambito (l’Arco jonico Calabrese) che, ormai, disconosce finanche il significato della parola emancipazione. Ma, forse, per un territorio che ancora annaspa a comprendere in quale direzione dover andare, quanto servito da Trenitalia con la complicità di una disattenta politica calabrese, è uno dei tanti tasselli della impalpabile considerazione riservata ad un ambito ben specifico. Vieppiù, comprova la valutazione di gente con l’anello al naso, riservata alle popolazioni del Crotoniate e della Sibaritide.

     

  • Arco Jonico: bandiere blu, rilancio agricolo e rigenerazione industriale. Mazza (CMG): “Si allo sviluppo, ma senza discariche di rifiuti pericolosi nel territorio”

    Arco Jonico: bandiere blu, rilancio agricolo e rigenerazione industriale. Mazza (CMG): “Si allo sviluppo, ma senza discariche di rifiuti pericolosi nel territorio”

    Necessaria una visione che sappia coniugare il settore primario, secondario e terziario senza la commistione di ulteriori distretti per l’abbanco di veleni

    Sabato 18 maggio 2024

    Anche quest’anno è stata celebrata la consegna dell’ambito riconoscimento della Bandiera Blu. La Calabria, condivisa la terza posizione insieme alla Campania, sale sul podio delle Regioni insignite del prestigioso riconoscimento. Nello specifico, l’Arco Jonico sibarita e crotoniate, in soli 200km di costa, conferma l’attivazione di ben 7 vessilli. Un suffragio che palesa la qualità di buona parte delle spiagge del nord-est calabrese. Si pensi, un terzo delle Bandiere Blu assegnate alla Calabria (20 in totale) é localizzato in un quarto degli 800km di costa regionale. Un dato importante e da non sottovalutare. Vieppiù, la particolare condizione, si inquadra in un contesto territoriale che già oggi materializza la più grande offerta turistico-ricettiva della Regione e fra le più cospicue del Mezzogiorno d’Italia. Quanto detto amplifica le prospettive di crescita e le aspettative attese dall’area in questione sotto una nuova luce, aprendo ad una serie di opportunità.

    Non è la prima volta che intervengo sull’argomento. Già negli anni precedenti ho avuto modo di esprimere la mia soddisfazione per i risultati annualmente conseguiti dalle Comunità calabresi. Lo scorso anno l’ingresso di Isola Capo Rizzuto e il reintegro di Rocca Imperiale fra le Località celebrate. Adesso, la conferma dei sette Comuni già promossi l’anno passato: Rocca Imperiale, Roseto, Trebisacce, Villapiana, Cirò Marina, Melissa e Isola Capo Rizzuto. Un risultato significativo che comprova il lavoro fatto dalle locali Amministrazioni comunali e che certifica l’indiscussa qualità territoriale dell’esterno levante calabrese.

    Purtuttavia, manca ancora una visione d’insieme, più ampia e articolata. Latita una prospettiva, coerente e funzionale, che certifichi questo lembo di Calabria come uno dei principali poli attrattivi a livello turistico e implementi detto settore su standard elevati. Al contrario, continuiamo ad avviare sterili battaglie di campanile sul perché del riconoscimento ad una Comunità piuttosto che ad un’altra. Inoltre, disconosciamo che le spiagge celebrate rappresentano quasi il 50% del totale di costa compresa tra Capo Rizzuto e il confine lucano.

    Senza l’adeguata consapevolezza, poi, ad una innata inclinazione turistica a cui l’ambito risulta naturalmente vocato, contrapponiamo scriteriate scelte relative a nuovi impianti di termovalorizzazione, rigassificazione e dissennate politiche di abbanco rifiuti e scorie industriali in area già all’uopo altamente sfruttate.

    Dovremmo darci una regolata e capire verso quale direzione abbiamo intenzione di spingerci. Sarebbe opportuno comprendere che turismo e sfruttamento invasivo ed intensivo del territorio, raramente vanno a braccetto.

    È giunto il momento per consapevolizzare che il rispetto dell’ambiente è alla base di un ecosistema sano. Con quanto su riportato non voglio asserire una mia contrarietà al settore industriale o più precisamente all’industria green. Piuttosto — ritengo — sarebbe opportuno comprendere che un ambito non può essere sottoposto a scelte politiche satrape e non rispettose delle sue attitudini vocazionali.

    Tre sono i fondamenti che consentirebbero al nostro territorio di viaggiare spedito verso lo sviluppo sostenibile: agricoltura, turismo e rigenerazione industriale.

    Il primo non potrà mai essere ritenuto settore realmente trainante se si persevererà in una gestione familistica e concentrata nelle mani di succinte oligarghie. Bisogna guardare al modello emiliano, dove le cooperative e la nascita dell’industria trasformativa collegata al settore primario hanno reso la richiamata Regione una delle più efficienti d’Europa.

    Il turismo non può essere un mero pennacchio da esibire per promuovere i risultati di una Comunita a scapito di un’altra. Il turismo è sistema! E’ necessario avviare, quindi, processi politici volti alla creazione di consorzi delle Comunità rivierasche che si affacciano sul golfo di Taranto. Quanto detto, per rassettare la grande offerta ricettiva, diportistica e naturalistica creando una destinazione che rappresenti un brand di rilancio per tutta la porzione d’affaccio territoriale sulla baia jonica.

    Rigenerare i siti industriali non significa togliere polvere dal pavimento per nasconderla sotto un tappeto. Le bonifiche, alludo alla situazione delle aree industriali dismesse a Crotone, ma anche alla condizione relativa all’ex stabilimento produttivo Enel a Corigliano-Rossano, non possono essere fatte sul suolo calabrese. Esistono aree specifiche e dedicate nel territorio nazionale, che si prestano allo scopo. La politica deve pretendere il trasferimento, da parte dei Players nazionali, dei rifiuti pericolosi in aree esterne al contesto regionale. Inoltre, qualora le modifiche recentemente attuate al PAUR (Provvedimento autorizzatorio unico regionale) mettessero in discussione la destinazione extraregionale delle scorie provenienti dal sito SIN Crotone-Cassano-Cerchiara, la Regione dovrà correggere il tiro ritornando sui propri passi. Non possiamo trasformare un’area che avrebbe tutte le carte in regola per candidarsi a diventare “Destinazione turistica” a ricettacolo di nuove ed ulteriori discariche pericolose. Tantomeno, possiamo immaginare di creare una insensata commistione tra i richiamati settori: non collimerebbero e porterebbero il territorio jonico ad un’implosione sociale.

    Domenico Mazza

    Comunicato stampa, Il Pittulo

  • L’attrice rossanese Martina Paludi protagonista di “Viola come il mare”

    L’attrice rossanese Martina Paludi protagonista di “Viola come il mare”

    Martina Paludi di 27 anni, di Rossano, sarà la protagonista di una delle serie più amate e discusse del momento: Viola come il mare.

    La puntata che andrà in onda il prossimo giovedì, punta i riflettori su una delle protagoniste, Martina appunto, che così ssi presenta così al Pittulo:

    Mi sono trasferita a Roma 6 anni fa e da quel momento la mia formazione non si è mai fermata.

    Ora da 2 anni faccio vari workshop e stage intensivi.

    In questi anni ho girato diversi cortometraggi e documentari

    e fatto tanto teatro sia come attrice che come aiuto regia.

    Sul set “Viola come il mare”, ho avuto modo di fare molte amicizie e mi sono sentita a casa per quei mesi in cui abbiamo girato le varie scene,”.

    Ho instaurato un meraviglioso rapporto con il cane Ulisse, sono ancora in contatto con lui.

    In questo momento sto dedicando le mie energie per la scrittura di uno spettacolo che avrò modo di fare a Luglio ad Aosta, ho appena girato una pubblicità (oggi)

    ed ho avuto un ruolo in un film internazionale (inglese) che ho girato a Verona un mese fa.

    Il Pittulo, di Eugenio Forciniti

  • Truffa delle fedi a Rossano, la testimonianza

    Raccolgo e pubblico la seguente testimonianza:

    “Ieri mattina mia mamma 70enne é stata fermata da un auto di colore grigio con a bordo un uomo ed una donna con accento straniero , questi domandavano se nei dintorni poteva esserci un oreficeria , perché dovevamo comprare un anello, nel frattempo , notarono le fedi nuziali di mia mamma , domandando il perché ne avesse 2 , e mia mamma rispose che uno era il suo e l’altro era del marito defunto e che internamente ,ci sono incisi i nomi di entrambi , a quel punto l’uomo chiese a mia madre se glie li faceva vedere , mia mamma ingenuamente , un anello alla volta se lo tolse dal dito e glie li faceva vedere , l’uomo con aria stupefatta diceva , che belli complimenti , e poi li ha restituiti a mia madre , poi diede un foglio ed una penna a mia madre e chiese di scrivere il paese in cui si trovavano , insinuando di non sapere il nome della città e poi se ne sono andati , una volta tornata a casa mia mamma , bussó alla porta di mia moglie e le raccontó tutta la storia , mia moglie insospettita , controlló le fedi e si accorse che erano state sostituite con fedi di metallo color oro ed al suo interno non c’era scritto nulla, mia madre andò da un negozio di oreficeria e confermarono che erano falsi gli anelli , a quel punto andò con mio fratello a sporgere denuncia ai carabinieri di Rossano.
    ( Cercate di stare attenti e avvisate i vostri cari più anziani di non fidarsi di nessuno )”.

    il Pittulo di Eugenio Forciniti

  • Criminale sparge veleno per animali randagi

    Criminale sparge veleno per animali randagi

    Pubblico la lettera aperta di alcuni volontari:

    ”Sono passati poco più di due mesi dagli ultimi episodi che hanno portato alla morte di due cagnolini nel nostro comune e Rovito continua a registrare casi di maltrattamento nei confronti degli animali.

    Questa volta è toccato ad alcuni gatti di un quartiere della frazione di Pianette.
    Sono arrivate a 16 le povere vittime, morte nel peggiore dei modi e per mano di un folle criminale che va in giro a cospargere veleno per il paese, costituendo un pericolo anche per la salute e l’incolumità delle persone e per l’ambiente.

    Inutile cercare le motivazioni che possono spingere una persona a compiere atti così spregevoli nei confronti di creature indifese.
    D’altronde questo è uno dei più grandi interrogativi dell’essere umano.

    Fatti del genere vanno condannati, soprattutto dalle istituzioni.
    È ancora troppo alto il muro di omertà che ci circonda, è insormontabile. Purtroppo chi commette atti così spregevoli sa che nel peggiore dei casi la farà franca, questo purtroppo è il motivo principale per il quale nel nostro paese continuano a registrarsi casi di violenza e maltrattamento nei confronti degli animali.

    Avvelenare ed uccidere un animale è un reato e chiunque commetta un crimine, verso qualsiasi essere vivente, deve essere punito.
    Il codice penale (art. 544-bis) punisce infatti l’uccisione di animali «per crudeltà o senza necessità» e spargere polpette avvelenate allo scopo di uccidere animali rientra perfettamente tra le fattispecie penalmente rilevanti. Anche se l’animale si salva (come è successo ad una gattina vittima in questi giorni), a causa delle forti sofferenze inflitte dal veleno si configura comunque il reato di maltrattamento (art. 544-ter), punibile con la pena della reclusione sino a 18 mesi. Se invece l’animale non solo soffre ma come spesso accade muore solo dopo una lunga agonia, si avrà maltrattamento aggravato dalla morte, per il quale è previsto un aumento di pena.

    Come gruppo di volontari animalisti chiediamo all’amministrazione comunale di Rovito di effettuare bonifica del quartiere e, se necessario, di tutto il territorio della frazione di Pianette. Chiediamo inoltre che vengano informate le autorità sanitarie e le forze dell’ordine affinché venga fatta luce sull’intera vicenda”.

    il Pittulo, di Eugenio Forciniti

  • A “Che tempo che fa” Giobbe Covatta indossa la maglietta di Stella Forciniti

    A “Che tempo che fa” Giobbe Covatta indossa la maglietta di Stella Forciniti

    In occasione della giornata organizzata a Cosenza, il 5 maggio, dalla “Fondazione Lilli”, (organizzazione che nasce per ricordare Lilli Funaro e si occupa della Ricerca contro i tumori), l’artista e docente Stella Forciniti, ha realizzato una stampa che è stata gentilmente offerta all’ospite d’eccezione, Giobbe Covatta.

    Stella Forciniti, proseguendo:“Avere partecipato attivamente a questa manifestazione è stata, per me, un’emozione grande e vederla indossata nell’anteprima di “Che tempo che fa”, ha reso il tutto ancora più surreale”

    Nel proseguire, l’artista ha ringraziato Erika Liuzzi (di Piano B – Event Project Management) insieme alla Fondazione Lilli per il progetto.

    il Pittulo, di Eugenio Forciniti

  • Ciro’ Marina, donna viene ferita dal marito. In manette un 34enne

    Ciro’ Marina, donna viene ferita dal marito. In manette un 34enne

    Ha ferito la moglie colpendola violentemente alla testa con un mazzo di chiavi.

    E’ finito agli arresti per questo episodio di violenza un trentaquattrenne di Ciro’ Marina.

    Il giovane è stato arrestato e
    messo ai domiciliari con l’accusa di maltrattamenti in famiglia.

    I militari, che sono stati avvisati da una segnalazione, sono intervenuti tempestivamente trovando la donna ancora sanguinante al capo e al volto.

    Purtroppo secondo prime testimonianze, sopraffazioni e maltrattamenti ai danni della vittima andavano avanti da anni così come le liti, gli insulti e le varie minacce.

    Il Pittulo, di Eugenio Forciniti