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Calabria-gli agricoltori non mollano l’osso: in arrivo nuovi presidi

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Margini di guadagno sempre più ridotti, spese aziendali in aumento e timori per la sopravvivenza delle imprese agricole. È questo il quadro denunciato dai lavoratori del settore che si sono ritrovati a Falerna per chiedere interventi concreti a sostegno dell’agricoltura. Al centro della mobilitazione ci sono soprattutto il prezzo del gasolio e l’aumento dei costi necessari per mandare avanti le aziende.

Tra i partecipanti c’è anche un giovane di appena 18 anni, preoccupato per le prospettive della propria attività. Il rischio, racconta, è di non riuscire a proseguire il lavoro nei prossimi mesi. Una situazione che, secondo i manifestanti, richiede risposte rapide per evitare che altre imprese siano costrette a interrompere la produzione.

Trattori in strada e disagi alla circolazione

La mobilitazione ha coinvolto inizialmente lo svincolo dell’autostrada A2, per poi interessare la Statale 18. La presenza dei mezzi agricoli ha provocato interruzioni temporanee del traffico, con le forze dell’ordine impegnate a controllare la situazione e a limitare le conseguenze sulla viabilità.

Al presidio hanno aderito agricoltori provenienti da diverse località del territorio, tra cui il Lametino, Amantea e Nocera Terinese. Nonostante una partecipazione inferiore rispetto ad altre manifestazioni, il malcontento rimane forte e le richieste non sono cambiate: contenere le spese di produzione e garantire condizioni economiche che permettano alle aziende di continuare a operare.

Il divario tra spese e guadagni mette in difficoltà le imprese

Uno dei problemi maggiormente evidenziati dai manifestanti riguarda la distanza tra quanto costa produrre e quanto viene riconosciuto al momento della vendita. In diversi casi, sostengono gli agricoltori, i ricavi non sono sufficienti a coprire le spese sostenute, rendendo difficile mantenere in attività le aziende.

Per questo motivo, il settore sollecita misure specifiche sul carburante agricolo e interventi capaci di alleggerire il peso degli altri costi aziendali. Senza un cambiamento, avvertono i partecipanti, il rischio è quello di compromettere la continuità produttiva e il futuro di numerose attività.

Alla manifestazione ha preso parte anche Gianfranco Perri, ingegnere informatico che ha scelto di affiancare pubblicamente gli agricoltori. La sua presenza, ha spiegato, nasce anche dalla volontà di trasmettere ai figli il valore della partecipazione e della solidarietà nei confronti di chi affronta difficoltà economiche.

Le risorse regionali non convincono i manifestanti

La questione è arrivata anche all’attenzione della politica locale. A Falerna erano presenti alcuni rappresentanti delle amministrazioni comunali, tra cui i sindaci di Cleto e San Mango d’Aquino, insieme al consigliere regionale Giampaolo Bevilacqua.

Tra i punti contestati figura lo stanziamento di 15 milioni di euro annunciato dalla Regione Calabria per i comparti agricolo e dei trasporti. Per i manifestanti, le risorse previste non sarebbero sufficienti a rispondere alle esigenze delle imprese, soprattutto in una fase caratterizzata dal rincaro dei carburanti e dalle difficoltà nel recuperare i costi sostenuti.

Gli agricoltori chiedono quindi l’apertura di un confronto con i prefetti, la Regione e una rappresentanza dei sindaci. L’obiettivo è ottenere un incontro istituzionale nel quale discutere le criticità del settore e individuare soluzioni concrete, evitando che le richieste restino senza seguito.

La mobilitazione, assicurano i partecipanti, non si fermerà a Falerna. In assenza di risposte, la protesta potrebbe estendersi fino alla capitale, con l’intenzione di portare le istanze del comparto direttamente alle istituzioni nazionali.

Il 16 ottobre nuove iniziative in diversi punti della Calabria

Il prossimo appuntamento è fissato per il 16 ottobre, quando sono state annunciate ulteriori manifestazioni in quattro aree strategiche della regione: il porto di Gioia Tauro, l’aeroporto di Lamezia Terme, lo svincolo autostradale dell’A2 a San Marco Argentano e la zona dei depositi di carburante di Vibo Marina.

La mobilitazione potrebbe inoltre allargarsi ad altri comparti economici. Dal 21 ottobre è infatti prevista un’iniziativa condivisa con gli autotrasportatori, categoria che deve fare i conti con le ripercussioni dell’aumento dei prezzi del carburante.

L’intenzione dei promotori è rafforzare la pressione sulle istituzioni e ottenere provvedimenti in grado di incidere sulle spese operative. Per gli agricoltori calabresi, la priorità resta garantire la sostenibilità economica delle aziende e impedire che l’aumento dei costi renda impossibile continuare a lavorare.

Il Pittulo

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