Oggi a Cosenza ci si mobilita contro il caro prezzi. Cosenza, ma non solo: automobilisti in coda e proteste si registrano in tutta la regione per il caro vita.

Nonostante il «va tutto bene», il «è tutto ok» ripetuto da questo Governo, qualcuno non ci sta e scende in strada contro il caro vita. I cittadini protestano, si fanno sentire, perché arrivare a fine mese diventa sempre più difficile. E c’è chi aspetta gli sconti di 15-20 centesimi su un litro di benzina per riuscire a mettere qualche euro in più nel serbatoio.
E i nostri politici? Chi ci governa sembra non voler ascoltare l’urlo di protesta di chi non riesce più ad arrivare a fine mese. Di chi deve fare i conti ogni giorno con prezzi che aumentano e con costi che diventano sempre più difficili da sostenere.

Le piccole e medie imprese sono alla canna del gas. Le aziende agricole si sono fermate perché non riescono più a fronteggiare, con i propri profitti, il caro vita e tutto ciò che occorre per «muoversi»: dalle macchine utilizzate per la produzione ai mezzi necessari per il trasporto, fino all’acquisto dei carburanti.

E mentre la politica continua a dire che va tutto bene, che la Calabria è in crescita, così come l’impiego e l’occupazione, la realtà che si vede sulle strade racconta altro.
Vediamo centinaia di automobilisti in fila per fare rifornimento e, allo stesso tempo, tanti lavoratori e operatori appartenenti alle piccole e medie imprese protestare sulle strade, fino a bloccare la circolazione.

È questa la fotografia di una Calabria che chiede di essere ascoltata. Una Calabria nella quale il costo della vita pesa sempre di più sulle famiglie, sui lavoratori, sugli agricoltori e sulle imprese.
E mentre si continua a ripetere che «va tutto bene», sulle strade cresce la protesta di chi, invece, quel «tutto bene» non lo vede affatto.
Il Pittulo