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Catturato un “pesce Scorpione” a Corigliano-VIDEO

La speranza, con la condivisione di questo articolo, è sicuramente quella di non creare inutili allarmismi perché il “Pesce Scorpione” è una delle tante specie marine che ormai sta invadendo, per diversi fattori (causati soprattutto dall’uomo), tutto il nostro mar Mediterraneo.

Così come ci ha raccontato il Sub Francesco Romeo, il protagonista di questo ritrovamento, “Spesso il pescatore in apnea è visto quale capro espiatorio dei danni all’ecosistema marino. É ben noto solo ad alcuni che la pesca in apnea ha un impatto ambientale quasi nullo rispetto ad altri tipi di pesca, soprattutto in quanto altamente selettiva per l’intrinseca possibilità di vedere prima ciò che si cattura. Inoltre, il “pescasub”, è una vera sentinella del mare questo perché lo vive ogni giorno con perseveranza, immagazzinando e analizzando esperienze a breve e lungo termine”.

Ed è proprio così che, infatti, il Sub si è imbattuto nella giornata di ieri nell’avvistamento, e successiva cattura, di un solitario esemplare di pesce scorpione sulla costa della città Corigliano-Rossano (CS), a una profondità di circa -24m, molto distante dalla costa e dall’area balneare.

Adesso, la fase successiva alla cattura dell’esemplare, prevederà le analisi di un campione che saranno effettuate presso l’Università Politecnica delle Marche “che da anni monitora la popolazione di questa specie, per avere più dati possibili nello stilare eventuali piani di contenimento e di salvaguardia dell’ecosistema marino mediterraneo”.

Due primi avvistamenti, in Calabria, sono stati già registrati l’anno precedente a Marina di Gioiosa Ionica (RC) e in località “Le Castella” (KR), quest’anno è arrivato anche sulla costa di Corigliano-Rossano (CS) e bisognerà adesso comprendere quale sia la specie che sta “invadendo i nostri mari”.

Così come ci viene ripetuto dal Sub Francesco Romeo, oltre a evitare allarmismi poiché l’esemplare era solitario e distante dalla riva, “per quanto le sue carni siano commestibili e pregiate, bisogna fare attenzione agli aculei velenosi che possiede sulla pinna dorsale, anale e ventrale, il cui veleno rimane attivo anche 48h dopo la sua morte.

Proseguendo, Romeo – “le punture del pesce scorpione creano sull’uomo forti e persistenti dolori spesso associati a nausea, vomito, febbre, convulsioni, difficoltà respiratoria e diarrea. In rari casi può portare a paralisi degli arti, iper- o ipotensione, ischemia del miocardio, edema polmonare, sincope. Nei casi più gravi, la parte dove si è verificata la puntura può andare incontro a necrosi locale e a perdita della sensibilità anche per alcuni giorni. In rarissimi casi ha provocato anche il decesso”.

In caso di puntura, i medici raccomandano che la prima cosa da fare è “rimuovere le eventuali spine rimaste nella pelle e immergerla quanto prima in acqua molto calda (circa 45°) poi, in un secondo momento, disinfettare la parte colpita.

Il calore, infatti, essendo una tossina termolabile, degrada la sua struttura proteica, rendendola inattiva e riducendo il dolore”.

-Il Pittulo

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