Mario Lavorato, imprenditore di Mandatoriccio, è stato condannato in via definitiva a 8 anni e 8 mesi di reclusione per associazione mafiosa ed estorsione nell’ambito del processo Stige ed è stato colpito proprio nella giornata di oggi da un sequestro di beni per un valore di 5 milioni di euro.
Secondo gli atti, il Lavorato aveva un ruolo nel supporto alle attività estorsive e nel reimpiego di capitali illeciti nel settore immobiliare, attraverso società utilizzate per favorire l’infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico, con proiezioni anche in Germania.

Le indagini hanno evidenziato una sproporzione tra il valore dei beni a lui intestati o riconducibili e i redditi dichiarati. Il sequestro ha riguardato un’attività d’impresa, due quote societarie, quattro immobili, cinque beni mobili e sei rapporti finanziari.
In Germania, in particolare nelle zone di Francoforte, Offenbach e nel Land del Baden Württemberg, Lavorato imponeva a ristoratori italiani, calabresi e cirotani di rifornirsi di prodotti vinicoli esclusivamente dalla “Cav. Malena Pasquale srl”, azienda attraverso cui la cosca Farao faceva affari. Avrebbe inoltre promosso un’associazione di ristoratori italiani in Germania, tramite la quale – secondo l’accusa – venivano distribuiti prodotti di imprese riconducibili alla cosca di Cirò.
Il suo ruolo di punto di riferimento della cosca in Germania emerge sia dalle dichiarazioni di collaboratori di giustizia sia da intercettazioni, nelle quali esaltava la propria vicinanza alla famiglia Farao e il suo impegno nella commercializzazione dei prodotti esportati dalla cosca, dichiarandosi disposto anche ad affrontare il carcere pur di non tradirne la fiducia.
Il Pittulo
