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Ndrangheta-Da Acri ai 41 indagati di ieri, cosa sta succedendo

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Dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia ai registri contabili sequestrati, l’indagine Ginestra delinea i rapporti tra i gruppi criminali di Rossano, Corigliano e il Crotonese. Al centro della ricostruzione, la gestione delle risorse illecite, le regole territoriali e le precauzioni adottate per sfuggire alle intercettazioni.

Un’organizzazione strutturata, con ruoli distinti, regole interne e rapporti consolidati con altre articolazioni della ’ndrangheta. È il quadro che emerge dagli atti dell’inchiesta antimafia Ginestra, che ricostruisce le dinamiche criminali nella Sibaritide e i collegamenti tra il gruppo di Rossano e il cosiddetto Crimine di Cirò, storicamente legato alla cosca Farao-Marincola.

A contribuire alla ricostruzione sono soprattutto le dichiarazioni di Nicola Acri, ex esponente di vertice della cosca rossanese diventato collaboratore di giustizia nel maggio 2021, e quelle di Gaetano Aloe, che ha iniziato a collaborare con gli investigatori nel marzo 2023. I loro racconti, insieme alle intercettazioni e ai documenti acquisiti dagli inquirenti, consentono di approfondire i meccanismi di comando, la distribuzione dei proventi illeciti e le relazioni tra i diversi gruppi.

Le dichiarazioni, tuttavia, devono essere valutate tenendo conto dei rispettivi periodi di conoscenza e dei riscontri raccolti dagli investigatori. Lo stesso giudice ha evidenziato alcuni limiti nell’utilizzo delle informazioni fornite da Acri sugli assetti più recenti dell’organizzazione.

I rapporti con Cirò e la struttura del gruppo rossanese

Secondo quanto riferito da Acri agli inquirenti, la formazione della cosca di Rossano sarebbe avvenuta con il riconoscimento delle organizzazioni criminali di riferimento, in particolare quelle di Cassano all’Ionio e Cirò. Un sistema di relazioni che, nella ricostruzione investigativa, avrebbe contribuito a consolidare la posizione del gruppo nella fascia ionica cosentina.

Acri ha inoltre descritto una gerarchia interna precisa. Tra le figure indicate nei suoi verbali compaiono Annibale Matalone, al quale attribuisce compiti amministrativi e contabili, Salvatore Galluzzi, coinvolto nella direzione del gruppo, e Francesco Sommario, al quale sarebbero stati affidati importanti rapporti con altri ambienti criminali. Anche Augusto De Simone viene menzionato tra i soggetti di rilievo.

Un quadro che trova ulteriori elementi nelle dichiarazioni di Aloe, secondo il quale Cirò avrebbe continuato a esercitare un ruolo di riferimento nella gestione economica e nei rapporti con il gruppo rossanese, nonostante arresti e collaborazioni con la giustizia.

Il quaderno della contabilità illecita

Uno degli elementi più significativi dell’indagine riguarda il ritrovamento di un registro manoscritto durante una perquisizione del 17 febbraio 2023, eseguita dai Carabinieri a carico di Giuseppe Cariati, indicato come contabile.

Il documento, composto da 17 pagine a quadretti compilate su entrambi i lati, riportava numeri, operazioni aritmetiche, sigle e riferimenti non immediatamente comprensibili. Secondo l’analisi investigativa, gli appunti avrebbero permesso di ricostruire un movimento di denaro con oltre 306mila euro in uscite e 326.450 euro in entrate.

Una parte rilevante delle somme sarebbe stata destinata al mantenimento dei detenuti e al pagamento delle spese legali. La gestione di una cassa comune, secondo quanto raccontato dai collaboratori, avrebbe infatti rappresentato uno strumento essenziale per sostenere gli affiliati e le loro famiglie.

Aloe avrebbe contribuito a chiarire il significato delle annotazioni, riferendo anche della necessità di incontrare esponenti del gruppo rossanese per interpretare alcune voci e verificare le somme registrate. Un confronto che, secondo la ricostruzione, sarebbe stato organizzato alla fine di febbraio 2023 nel territorio di Campana.

Incontri riservati e timore delle intercettazioni

Le indagini descrivono anche le precauzioni che alcuni esponenti avrebbero adottato per evitare di essere controllati dalle forze dell’ordine.

Un episodio risale al 3 maggio 2021, quando i Carabinieri individuarono un incontro in un magazzino isolato nella zona di contrada Frasso, nelle campagne di Rossano. Durante i controlli, gli investigatori constatarono che i partecipanti non avevano con sé telefoni cellulari e che nessun apparecchio era stato trovato nei veicoli utilizzati per raggiungere il luogo.

Il timore delle intercettazioni ricompare nelle conversazioni registrate nell’agosto 2022. In quell’occasione, alcuni uomini avrebbero discusso dei danni riscontrati sulle proprie automobili, sospettando che fossero stati effettuati interventi per installare dispositivi di ascolto. Nei dialoghi emergono preoccupazioni per le microspie, i sistemi di localizzazione e la possibilità che le conversazioni venissero registrate.

Un clima di allarme che, secondo gli atti, sarebbe stato alimentato anche dalla collaborazione di Acri e dalla prospettiva di nuovi sviluppi investigativi.

I confini tra i gruppi e le tensioni interne

Un altro aspetto ricorrente nelle intercettazioni riguarda la divisione delle competenze territoriali. Secondo gli elementi raccolti, gli esponenti dei diversi gruppi avrebbero considerato le rispettive aree di influenza come ambiti da non oltrepassare senza accordi o autorizzazioni.

Il principio emerge in una conversazione del marzo 2022, quando Salvatore Galluzzi avrebbe respinto la richiesta di intervenire in una controversia relativa a un immobile situato a Corigliano, sostenendo che la vicenda non rientrasse nella competenza del gruppo di Rossano.

Dinamiche analoghe sarebbero riemerse nel maggio 2024, durante un confronto tra Annibale Matalone e Francesco Sommario, in relazione all’ingerenza di persone provenienti da Cariati in una questione familiare ed ereditaria a Rossano.

Gli episodi descritti dagli investigatori suggeriscono l’esistenza di regole informali volte a delimitare le rispettive sfere d’influenza, pur in presenza di rapporti e contrasti tra le diverse componenti criminali.

Il ritorno di Galluzzi e gli equilibri di comando

La collaborazione di Acri ha offerto agli investigatori anche elementi sulla successione ai vertici della cosca rossanese.

Nei periodi in cui Acri e Galluzzi erano detenuti, secondo la ricostruzione contenuta negli atti, Francesco Sommario avrebbe svolto un ruolo importante nel mantenimento dei rapporti con gli altri gruppi, compreso quello di Cirò.

La scarcerazione di Galluzzi, avvenuta nel maggio 2021, avrebbe però modificato nuovamente gli equilibri interni. Alcune conversazioni intercettate descrivono il suo ritorno in una posizione di comando e la ripresa di dinamiche precedenti alla detenzione.

In un dialogo dell’aprile 2022, una frase attribuita allo stesso Galluzzi — «Come era prima è adesso» — viene interpretata dagli investigatori come un riferimento al ripristino dei precedenti assetti di potere.

Droga, estorsioni e sostegno agli affiliati

Le dichiarazioni di Acri delineano un sistema economico che, secondo il suo racconto, non si sarebbe limitato al traffico di stupefacenti. Tra le attività descritte figurano anche le richieste di denaro agli imprenditori, chiamati a versare somme periodiche per evitare ritorsioni o danni alle proprie attività.

Il collaboratore ha inoltre riferito di possibili irregolarità nel settore agricolo, tra cui assunzioni fittizie e rapporti di lavoro che sarebbero stati utilizzati per ottenere indebitamente prestazioni previdenziali o agevolare l’ingresso in Italia di cittadini stranieri dietro pagamento.

Si tratta di circostanze riportate nei verbali e da valutare sulla base dei riscontri investigativi e delle singole posizioni giudiziarie.

Un sistema articolato, da verificare nelle singole responsabilità

Nel complesso, l’inchiesta Ginestra restituisce l’immagine di una rete criminale nella quale rapporti gerarchici, contabilità, sostegno economico agli affiliati e controllo delle aree territoriali avrebbero contribuito a mantenere gli equilibri tra la Sibaritide e il Crotonese.

Le testimonianze dei collaboratori, le conversazioni intercettate e il materiale documentale rappresentano strumenti fondamentali per ricostruire queste dinamiche. Resta però essenziale distinguere i fatti documentati dalle dichiarazioni accusatorie e dalle interpretazioni investigative: le responsabilità individuali devono essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti, nel rispetto della presunzione di innocenza.

Il Pittulo

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