È ancora tutta da chiarire la dinamica della sparatoria avvenuta alle 5.38 a Lauropoli, frazione di Cassano all’Ionio. Un uomo è morto e un secondo è rimasto gravemente ferito dopo essere stato raggiunto da alcuni colpi d’arma da fuoco all’interno della sede della Progitec, azienda impegnata nei servizi di pulizia e nella manutenzione del verde.
Una telecamera di videosorveglianza ha ripreso due soggetti ritenuti dagli investigatori gli esecutori materiali dell’omicidio di Giuseppe Scorza.

La vittima è Giuseppe Scorza, che si trovava negli uffici insieme a Renato Elia, proprietario della società. Quest’ultimo, pur riportando ferite molto serie, è riuscito a uscire dalla struttura e a raggiungere un bar situato a circa quaranta metri di distanza. È stato lì che ha chiesto soccorso. Quando sono arrivati i primi aiuti, Scorza era già deceduto.
La ricostruzione dell’assalto
Gli investigatori stanno cercando di stabilire con precisione cosa sia accaduto nei pochi minuti dell’aggressione. Secondo una prima ricostruzione, una o più persone avrebbero raggiunto gli uffici della Progitec mentre Scorza ed Elia erano presenti. Dopo aver aperto il fuoco, gli autori dell’agguato si sarebbero dileguati, facendo perdere rapidamente le proprie tracce.
Resta da capire chi fosse il reale obiettivo dell’azione. Una delle piste è che l’attacco fosse stato organizzato per colpire Scorza, ma gli investigatori non escludono che anche Elia potesse essere direttamente coinvolto nel disegno criminoso.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Cassano all’Ionio, impegnati nei rilievi e nella raccolta dei primi elementi utili. L’inchiesta è coordinata dalla Procura della Repubblica di Castrovillari.
Particolare attenzione sarà riservata alla zona circostante via Fiume. Gli investigatori passeranno al setaccio le immagini eventualmente acquisite dalle telecamere di videosorveglianza e cercheranno testimoni che possano aver visto movimenti sospetti, automobili o altre persone nelle ore immediatamente precedenti e successive all’omicidio.
Tra gli aspetti da verificare ci sono anche gli spostamenti e le consuetudini di Scorza ed Elia. La loro presenza negli uffici alle prime ore del mattino potrebbe non essere stata casuale per chi ha organizzato l’agguato. Se dovesse emergere che gli aggressori conoscevano in anticipo gli orari dei due uomini, prenderebbe maggiore consistenza l’ipotesi di un’azione pianificata.
Il precedente che coinvolge la famiglia Scorza
L’omicidio riporta alla memoria un altro grave fatto di sangue avvenuto nella stessa area. Giuseppe Scorza era infatti figlio di Maurizio Scorza, ucciso il 4 aprile 2022 insieme alla compagna Hanene Hedhli.
I loro corpi vennero rinvenuti in contrada Gammellone, territorio compreso tra Cassano all’Ionio e Castrovillari. Il duplice omicidio ha successivamente portato a un procedimento giudiziario complesso, caratterizzato da diversi sviluppi sul piano cautelare e processuale.
Nel febbraio 2025 il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha annullato la misura cautelare nei confronti di Francesco Faillace, ritenendo non sufficientemente solido il quadro indiziario a suo carico.
Diversa è invece la posizione di Francesco Adduci, condannato in primo grado a 21 anni di reclusione dalla Corte d’Assise di Cosenza per il concorso nell’omicidio di Maurizio Scorza e Hanene Hedhli.
L’ipotesi di un contesto mafioso
Tra le piste investigative prese in considerazione per l’omicidio di Giuseppe Scorza c’è anche quella di una possibile matrice mafiosa. Al momento, tuttavia, si tratta esclusivamente di un’ipotesi di lavoro e non di una conclusione investigativa.
A suscitare l’attenzione degli inquirenti sono soprattutto le modalità con cui è stato compiuto l’agguato e il precedente omicidio che ha coinvolto il padre della vittima. Non sono però emersi, allo stato attuale, elementi tali da dimostrare un collegamento tra i due episodi.
Restano da individuare il movente dell’attacco, l’identità degli autori e l’eventuale appartenenza a gruppi criminali. Gli investigatori dovranno inoltre ricostruire nel dettaglio gli spostamenti delle vittime, stabilire quante persone abbiano fatto irruzione negli uffici della Progitec e ricostruire la via utilizzata per la fuga.
Potrebbe rivelarsi decisiva anche la testimonianza di Renato Elia. Le sue condizioni sono molto gravi, ma qualora fosse possibile ascoltarlo, il suo racconto potrebbe fornire agli investigatori informazioni preziose sulla dinamica dell’agguato e sull’identità degli aggressori.
Il Pittulo