In questa torrida estate, una breve riflessione sul caso Roggero e su quel mondo (non più sommerso) che lo difende: la chermess estiva si riassume in uno scenario incredibile, addirittura si invoca il presidente della Repubblica Mattarella, affinché conceda la grazia, anzi la si pretende! Ma vorrei appena appena ricordare che il signor Roggero è lo stesso che per difendere la figlia, bypassando i canali legali ( denuncia alle forze dell’ordine, eventuale richiesta di forme restrittive, ecc.ecc.), nel 2005 è stato condannato per violazione di domicilio ( del fidanzato della figlia) e minacce con un’ arma che aveva portato con sé ( non credo per ” pettinare le bambole”).

Già questo episodio getta un ombra inquietante sul soggetto e sulla sua inclinazione violenta e sfiducia nelle forze dell’ordine.
Nel caso della rapina, non dimentichiamo che deteneva un’arma illegalmente, ha inseguito i rapinatori fuori dal negozio, ne ha ucciso uno sparandogli alle spalle e freddato un altro già a terra gravemente ferito, pensando bene però prima di colpirlo alla testa con dei calci e poi esplodendo un colpo a bruciapelo. Ora, pur condannando i rapinatori, ma vi sembra normale? Siamo regrediti e diventati dei troglodita? Le sentenze non si discutono, si rispettano e mi fa specie che tra i contestatori vi siano anche esponenti politici e appartenenti alle forze dell’ordine ( se pur in in pensione). Forse, anziché chiedere la grazia per chi uccide a sangue freddo, dovremmo batterci per avere più tutele, più carabinieri, più poliziotti, dovremmo chiedere che siano ben formati e soprattutto ben retribuiti perché, ricordiamolo, rischiano la loro vita per servire lo Stato e noi cittadini e loro no, non “pettinano le bambole”.
MA.RI.CA.
Il Pittulo
